Quattro Domande a...

Rubrica: Quattro domande a… Maria Rusolo

Buongiorno Avv. Rusolo con Lei iniziamo la nostra rubrica settimanale dal titolo “quattro domande a…”.

La prima domanda che le poniamo è la seguente:  è uscita la classifica sulla vivibilità delle città ed Avellino è molto lontana dalle prime posizioni. Cosa bisogna fare secondo Lei per rendere più vivibile la nostra città?

Ho letto  la classifica sulle città più vivibili del nostro paese e con amarezza, ma senza sorpresa, constato che Avellino non solo è in fondo alla classifica, ma che perde addirittura delle posizioni. Era probabilmente immaginabile, se gli indici rilevatori della vivibilità sono legati ai servizi, all’efficienza, all’efficacia dell’attività di gestione della cosa pubblica. All’accesso alle strutture pubbliche, ai luoghi che accolgono i giovani, e che li orientano nella scelta del proprio futuro, ai beni pubblici fuibili e che producono cultura, alla bellezza, insomma a quella che una volta più sinteticamente si definiva “qualità della vita”.
Ecco negli ultimi dieci anni Avellino ha perso la propria rotta, disconoscendo la propria storia, ha cementificato intorno alla propria anima, abbandonando l’idea di città giardino e di centro culturale, preda di speculatori senza il minimo scrupolo e di politici preoccupati solo di conservare potere e poltrone. Ma non sono pessimista, io credo che un rilancio sia possibile attraverso la formazione e l’impegno di una nuova classe dirigente che finalmente possa prendere le redini della città nelle mani e farle recuperare il cammino.

 

La seconda domanda è sulla violenza sulle donne, non pensa che si parli troppo e si faccia poco? Qual è il suo pensiero?

 

La violenza sulle donne è un tema di cui si parla spesso male e sono in occasioni di eventi delittuosi, arginare il fenomeno richiede interventi normativi ma soprattutto un intervento educativo deciso e profondo che incida nella mentalità sessista del nostro Paese. Chi scrive è una giovane professionista che ha nel tempo provato sulla propria pelle la difficoltà di emergere in un mondo di uomini e costruito per gli uomini. In politica, come nel mondo dell’avvocatura la violenza non è sicuramente fisica, ma il linguaggio è segregante e diretto ad emarginare ed isolare. Le donne non vengono vissute per le loro competenze e per il merito di cui sono dotate, ma solo come madri e mogli, come appendici degli uomini e mi si creda non esagero. Mi occupo da tempo di questo fenomeno e la situazione anche nelle nuove generazioni è davvero preoccupante. In Italia 116 donne uccise dall’inizio dell’anno. Servono interventi strutturali seri e molto si sta facendo ma insisto con la necessità di intervenire educando al rispetto ed alla condivisione, condannando anche il linguaggio e gli atteggiamenti che creano il terreno fertile in cui far crescere odio e violenza.

 

Terza domanda, cosa voterà al refendum del quattro dicembre e perché?

 

Sul Referendum ho una posizione molto precisa e netta, e sono tra i fondatori del primo Comitato per il Si dell’Irpinia, insieme ai miei compagni di avventura politica. Voterò con convinzione per il Si, perchè come ho già detto e scritto più volte, la Riforma non è perfetta ma è sicuramente un passo avanti importante verso la modernizzazione del Paese e perchè nella mente dei Costituenti la stessa nasceva per essere modificata ed adeguata ai cambiamenti che la società avrebbe subito nel tempo e con il tempo. Lo stesso Meuccio Ruini dichiarò alla fine dei lavori che nasceva come compromesso tra le forze politiche all’alba di un nuovo giorno subito dopo la fine della Guerra, ma che sarebbe stato necessario intervenire nuovamente su essa. Prevedere la procedura rafforzata fu una esigenza di garanzia pienamente rispettata in questa circostanza. Invito tutti a votare nel merito e non lasciandosi trascinare in sterili ed inutili polemiche, che non fanno bene al nostro Paese soprattutto alla luce di importanti battaglie sull’austerity che il Paese si prepara a compiere in Europa.

 

Quarta domanda secondo Lei possono aspirare ad un futuro nella nostra provincia i giovani irpini?

 

C’è sempre speranza, anche se io preferisco parlare di sogni,aspettative ed obiettivi. Le nuove generazioni devono prepararsi sempre meglio, ed immaginare un futuro che li veda protagonisti. Non è facile,nessuno in realtà si aspetta che lo sia, non fu facile neanche per le generazioni che ci hanno preceduto. In Europa si vedono primi segnali di ripresa, dopo anni, i sindacati si siedono al tavolo delle trattative con le imprese ed il governo. Si creano nuovi strumenti di contrattazione collettiva, sono convinta che si può rimanere tenacemente qui investendo su questa terra generosa, ma troppo spesso saccheggiata.
Uno sforzo chiedo che venga però anche dalle vecchie generazioni, soprattutto in politica, affinchè lascino il campo finalmente, consentendoci di costruire il cammino verso il nostro avvenire. E se così non dovesse essere auspico che siano i giovani a prendersi con coraggio tutto quello che spetta loro.

 

Maria Rusolo, classe 1976, avvocato specializzato in diritto del lavoro e della famiglia. Da sempre occupata a tutela dei lavoratori anche in virtù delle collaborazioni con il sindacato ha lavorato molto a contatto con le associazioni culturali ed è impegnata dalla più tenera età in politica. La sua passione più grande:  la politica della cultura della propria città. Crede che solo nella cultura e dalla cultura possa Avellino risorgere dalle proprie ceneri.

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