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STIR, Salviamo la Valle del Sabato: “Osservazioni fatte dall’ISS sono sostanziali e gravi”

In riferimento alle dichiarazioni di Irpiniambiente circa le risultanze del parere pervenuto dall’Istituto Superiore di Sanità e riguardanti il piano di caratterizzazione e l’analisi di rischio sito specifica dello STIR di Pianodardine, precisiamo quanto segue:

  • In nessun punto del parere si conferma che lo STIR sarebbe contaminato e non contaminante;
  • Per quanto riguarda il manganese è necessario definire i valori di fondo per poi capire l’origine dell’eventuale contaminazione;
  • La sostanza organica riscontrata (COD e azoto ammoniacale) necessita di approfondimenti per comprenderne la provenienza;
  • I terreni di riporto devono essere sottoposti a test di cessione per valutare la dispersione degli inquinanti nei terreni circostanti;
  • La procedura di analisi del rischio è stata condotta con un software (il ROME), non più considerato perché obsoleto, come sanno tutti i geochimici. Attualmente vengono utilizzati metodi aggiornati al 2015.

Le osservazioni fatte dall’ISS sono sostanziali e gravi. Non tenerne conto sarebbe un atto imprudente e dalle conseguenze imprevedibili. La questione dell’utilizzo di un software obsoleto non è solo un criterio di scelta opinabile ma una metodica che potrebbe condurre ad un’analisi di rischio non rispondente alla realtà. Ciò potrebbe arrecare danno a lavoratori e popolazione circostante. Non si dimentichi che sono stati rilevati superamenti di triclorometano (cloroformio). Trattasi di un composto chimico volatile, nocivo alla salute umana e per l’ambiente. Ha effetto deprimente sul sistema nervoso centrale. Un’esposizione prolungata può produrre danni al fegato e ai reni. In alcuni soggetti, l’esposizione può produrre irritazioni alla pelle e reazioni allergiche. E’ un sospetto cancerogeno, probabilmente associato al carcinoma epatocellulare, sospetto di nuocere al feto. E’ stato bandito in molte nazioni dall’uso in prodotti farmaceutici o ausiliari.

Infine, cosa gravissima, una non corretta analisi del rischio potrebbe rendere inefficace l’intervento di bonifica con dispendio di risorse pubbliche e col risultato di non rimuovere le cause di rischio per le persone.

Manocalzati, 23 marzo 2017.

  Il Presidente

Dott. Franco Mazza